Benin

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I NOSTRI PROGETTI IN BENIN

Prosegue l’attività dei sostegni a distanza relativamente a minori in situazioni estremamente disagiate.

Attualmente la nostra onlus sta conducendo un’azione di supporto all’Orfanotrofio Saint Enfant Jesus di Abomey e della popolazione del Villaggio di Domè.

Per quanta riguarda l’Orfanotrofio, che ospita 150 bambini di età comprea tra gli 0 ed i 12 anni, e 30 adulti addetti alla gestione della struttura sotto la guida del personale religioso rappresentato dalle Suore dell’Ordine Beninese OSPSP, coordinati da Suor Immaculée, le risorse impiegate hanno consentito la costruzione e la messa in funzione di una fattoria, la ristrutturazione del mulino, degli spazi per le attività comuni e di ricreazione, l’entrata in funzione di un dispensario farmaceutico.

Il nostro intervento ha permesso inoltre la pulizia degli ambienti e la messa a disposizione di un insegnante, una psicologa ed una assistente sociale che operando a tempo pieno coadiuvano le Suore nell’azione di sostegno morale ai piccoli ospiti, molte volte vittime di violenze ed abusi e ove possibile favorire il reinserimento famigliare.

L’invio dei container di aiuti, con un carico frutto in massima parte di una raccolta solidale, ha consentito gli approvvigionamenti  alimentari necessari per alzare il livello di alimentazione, cosi come il resto degli aiuti ha contribuito al miglioramento sostanziale delle condizioni di vita degli ospiti.

Sono in corso di realizzazione e le correlate ricerche dei fondi necessari le ristrutturazioni dei servizi igienici e delle docce e dell’area del refettorio, unitamente a tante altre iniziative e migliorie che di volta in volta, compatibilmente con le risorse a disposizione, saranno oggetto di realizzazione.

Per la popolazione del Villaggio di Domè abbiamo fornito aiuti alimentari, vestiario, farmaci e contributi in denaro per il mantenimento della popolazione; il prossimo container in partenza ad ottobre 2015 vedrà la consegna di altri aiuti.

 

” Tendere una mano non significa fare promesse e donare non è una perdita, è un atto di dignità tra esseri che non sono separati dal bianco e dal nero, dal denaro o dalla povertà, dall’egoismo o dalla generosità… Siamo semplicemente Esseri e siamo tutti in cammino…”

 

Benin

La Repubblica del Benin è una striscia di terra che va ad affacciarsi sull’Oceano Atlantico nel Golfo di Guinea. Dalla costa, soprannominata Costa degli schiavi, venivano nei secoli scorsi deportati centinaia di migliaia di uomini e donne destinati alla schiavitù nel Nord America. Ancora oggi purtroppo migliaia di bambini e bambine vengono acquistati a poche lire da famiglie povere e destinati alle piantagioni di cacao, caffè e cotone della Costa d’Avorio e del Senegal o ad altre forme di lavori forzati. Il Benin è molto povero e sopravvive grazie agli aiuti internazionali. Il reddito pro-capite è di circa 600/700 € annue (152° posto nel mondo), e la mortalità infantile è molto elevata.

Lingua ufficiale è il francese, ma gran parte della popolazione conosce solo il dialetto della sua zona.

Il 50% della popolazione è animista (spiriti, stregoni), il 20% è cristiano ed il rimanente musulmano.

Fino all’inizio degli anni ‘90 nel Benin non esisteva il problema della famiglia, nel senso che era ancora forte il senso di appartenenza alla tribù e nessun bimbo veniva abbandonato. Purtroppo, negli ultimi anni, la situazione si è deteriorata in quanto la popolazione ha iniziato ad abbandonare le campagne, insediandosi nelle zone periferiche dell’unica grande città, Cotonou, sul Golfo di Guinea. Qui la gente vive ammassata in baracche di lamiera con tetti di amianto, senza servizi igienici, circondata da rifiuti e fogne a vista.

Per le strade si incontrano moltitudini di bambini di ogni età, malnutriti e, in questo ambiente, la prostituzione si sta diffondendo. Si ambisce ad un nuovo modello di “consumismo povero” fatto di espedienti per sopravvivere, al di fuori di ogni principio etico e morale.

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